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Anni Settanta
 
Gli anni Settanta furono anni di contestazione: l'economia non era più fiorente come nel decennio precedente ed inoltre vennero a mancare Brancaccio, Ciardo, Galante, Vittorio, Mercadante e lo scultore Tizzano, scomparve dunque una generazione di artisti.
Nel 1971 venne dedicata una retrospettiva a Giuseppe Casciaro (Ortelle, Lecce 1863- Napoli 1941) in collaborazione con la figlia Giovina, per la quale si raccolsero e si esposero ben trentadue pastelli. La Galleria gli aveva già dedicato un'antologica nell'aprile del 1956; nel febbraio del 1958 una rassegna insieme a Pratella, Migliaro e Ragione, e ancora due antologiche nel febbraio del 1963 e nel marzo del 1965. Casciaro sarà presente in Galleria anche nel gennaio del 1973, nel marzo del 1977, nel novembre del 1991 ed infine nel febbraio del 2005.
Nel 1971 la Mediterranea offrì anche un omaggio ad Eugenio Viti, con 23 opere tra cui La nonna, Figura con vassoio, Le studentesse e vari paesaggi della costiera, e nel 1978 a cura di Paolo Ricci un'antologica con 33 opere tra cui Il maglione bianco, Controluce, Canicola, Interno di Cucina. Intanto, grazie all'amicizia dell'avv. Lanzetta, proprietario della Galleria Diarcon in via della Spiga a Milano, si diede inizio ad una collaborazione basata su scambi di mostre. A Milano vennero presentati, in una collettiva dal titolo «Dieci maestri della scuola napoletana», Brancaccio, Capaldo, Casciaro, Chiancone, Girosi, Notte, Striccoli, Taliercio, Verdecchia, Vittorio e in seguito vennero realizzate due personali una di Alberto Chiancone e l'altra di Radames Toma (Casarano di Lecce 1924- Napoli 2002). A Napoli la Galleria contraccambiò con una straordinaria mostra del gruppo «Corrente» e con personali di Togo e Carotenuto.
 
 
L'impegno nel sociale portò la Galleria nel 1972, come già era avvenuto per l'alluvione del salernitano del '54 con opere di Tafuri e per quella di Firenze del '66 con opere di grafica contemporanea, a mettere a disposizione le sue sale per gli operai dei Cantieri Pellegrino (da tempo senza stipendio) promossa e voluta fortemente dal Movimento Studentesco, che raccolse opere in prevalenza di artisti napoletani e romani.
I dipinti furono incorniciati nei cantieri stessi. All'invito risposero 84 pittori fra questi Barisani, Lippi, Capaldo, De Stefano, De Siato, De Ruggiero, Girosi, Lezoche, Longobardo, Notte, Pedicini, Perez, Pisani, Ricci, Spinosa, Tatafiore, Vitagliano, Perilli, Angeli, Accardi, D'Orazio, Treccani.
 
 
Nel 1973 la Mediterranea dedicò un omaggio a Vincenzo Ciardo (Gagliano del Capo, Lecce 1894- 1970). Nel 1972, con l'interessamento di Paolo Ricci, espose con la sua prima personale alla Mediterranea Camillo Catelli (Napoli 1886-1978), un artista che secondo il critico è riuscito a ripercorrere, in modo originale, con energia e spregiudicatezza, l'intero cammino delle avanguardie. Nell'occasione venne presentata la sua prima monografia con testi di Paolo Ricci, Carlo Bernari, Luigi Compagnone, Alfonso Gatto, Renato Guttuso, che da anni seguivano l'evoluzione dell'artista. In questi anni l'arte a Napoli viveva un momento di profonda spaccatura nella scelta artistica delle gallerie: da un lato la Mediterranea, la Barcaccia, l'Approdo, l'Apogeo (aperta nel 73) rimasero legate ad una scelta figurativa e dall'altro Morra e Amelio spostarono il loro interesse verso la body art e la pop art, mentre il Centro di Renato Bacarelli trattava le avanguardie napoletane. Negli stessi anni Peppe Morra presentò Hermann Nitsch con le sue Lacerazioni concettuali e Lucio Amelio diede alla Pop Art americana una seconda patria, Napoli. Nel 1975 Ammendola ospitò Renato Guttuso (Bagheria, Palermo 1912- Roma 1987), con una mostra personale di grande prestigio. Guttuso ha esposto alla Mediterranea in collettive nel 1957 (con Striccoli, Sironi, Rosai e Omiccioli) e nel 1979 (con Mignieco, Maccari, Gentilini, Cassinari).
 
 
1975: Renato Guttuso alla Mediterranea Mostra di Renato Guttuso: sulla destra il dipinto "la grande muraglia",
si riconoscono: Paolo Ricci, R. Guttuso, C. Alfano, Elio Waschimps e A. Ammendola.
 
 

Allo scultore Giovanni Tizzano (Napoli 1889- 1975), la Galleria, tra gli anni '70 e '80, dedicò diverse personali.


In questi anni Lea Vergine propone una particolare ed interessantissima mostra " Napoli '25/'35 " presso la Galleria Il Centro e ci sembra opportuno riproporre l'introduzione del catalogo.
È difficile — ancora oggi e anche per chi ne vive ormai fuori — scrivere di Napoli senza passione e rabbia insieme; senza rimpianto per tutte le opere distrutte, disperse e maltrattate, opere sopravanzanti il loro tempo rispetto al loro ambiente; senza l'umiliazione di constatare come tutti i grossi problemi del Meridione rimangano irrisolti e come quasi tutti i napoletani che hanno finito col rimanervi, siano stati offesi e prosciugati da una città che non è più neanche vivibile come tale; senza dolore insomma... La cultura ufficiale, le autorità preposte, il gruppo dirigente hanno da sempre, e fatalmente, caldeggiato solo lassismi e imposture. La classe dei professionisti, ancora oggi, detiene il primato dell'ignavia e della ignoranza più gretta. Nel fondo — per quanto concerne le arti figurative — affezionata allo "schizzo" somigliante e al falso quadro antico (se non al ciarpame dei tramonti sanguinolenti), erede di quella borghesia che ricercava Morelli e disprezzava Cammarano, che comprava Irolli e affamava Crisconio. Naturalmente le eccezioni ci sono state e ci sono; ma, proprio in quanto tali, non modificano il quadro generale e sono le prime a patirne le conseguenze. (Lea Vergine)

La Galleria offrì nel 1977 un omaggio a Mario Vittorio (Napoli 1908- 1975), uno dei più attenti seguaci di Crisconio.
Durante gli anni Settanta la Mediterranea si legò a due nomi, che avevano già esposto nel 1960 insieme a De Stefano e Lezoche: Raffaele Lippi (Napoli 1911- 1982), fautore del Gruppo Sud, ed Elio Waschimps (Napoli 1932). Si collocano in quegli anni le pubblicazioni su Raffaele Ragione e Camillo Catelli in collaborazione con Paolo Ricci.


 
 
 
 
 
da sinistra: Nellino Ammendola, A.Chiancone, E. Waschimps, Arturo Fratta. Nellino Ammendola ed Antonio Bresciani.
 
 
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